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I 750 ANNI DALLA NASCITA DI GIOTTO

Firenze celebra l’anniversario della nascita di Giotto Il grande maestro nato nel 1267 a Vicchio del Mugello definito dal Boccaccio "il miglior dipintor del mondo”.

Molti sono gli aneddoti relativi al pittore di umili origini (il padre era lanaiolo o contadino) allievo del Cimabue: fra i racconti più celebri quello di Giorgio Vasari secondo cui Cimabue scoprì per caso il talento del fanciullo che, mentre pascolava le pecore, si dilettava a disegnarle su una lastra di pietra e decise di portarlo con sé nella sua bottega a Firenze.

Altrettanto celebre la storia secondo cui il giovane Giotto lavorando nella bottega di Cimabue disegnò un giorno sulla tela cui stava lavorando il maestro una mosca e Cimabue, tradito dal realismo del disegno, cercò più volte di cacciare via l’insetto dal dipinto. Giorgio Vasari racconta, poi, che quando il papa Benedetto XII selezionò gli artisti che avrebbero dovuto affrescare la basilica di San Pietro inviò un suo cortigiano da Giotto chiedendo un disegno dal quale risultasse l’abilità del pittore. Per tutta risposta Giotto prese un foglio di carta e vi disegnò un tondo. Alle rimostranze del cortigiano che chiedeva un altro disegno il pittore ripose deciso “Assai e pur troppo quello che ho fatto. Il papa, ammirata la perfezione del disegno affidò il lavoro a Giotto e Vasari rammenta che all’epoca vi era pure un proverbio che recitava “Tu sei più tondo che l'O di Giotto”.

Al di là delle leggende Giotto è sicuramente uno dei pittori più innovativi e rivoluzionari del suo tempo, non solo perché fu il primo a introdurre la prospettiva, ma anche e soprattutto perché reinterpretò e stravolse la tradizione iconografica bizantina, che utilizzava solo figure statiche, fisse e bidimensionali.

Nei dipinti di Giotto i personaggi sono reali, umani e acquistano volume, profondità e movimento grazie all’utilizzo del chiaro scuro e all’ inserimento di dettagli realistici della vita quotidiana e di elementi architettonici sullo sfondo.

A differenza delle icone sacre del tempo, per lo più inespressive o trionfanti, i protagonisti dei suoi dipinti sono estremamente espressivi e comunicano emozioni intense e sofferenza.

Nelle opere di Giotto, inoltre, compaiono per la prima volta i personaggi della borghesia medievale, classe emergente del tempo, che da spettatori diventano attori delle tele e degli affreschi immedesimandosi maggiormente in esse.

Di Giotto si riferiscono anche particolari meno lusinghieri, ad esempio che “non c’era nessun uomo più brutto nella città di Firenze” (così scriveva il Vasari in base a una descrizione del Boccaccio) e che fosse un accorto amministratore dei suoi beni, anche troppo attaccato al denaro (pare che esercitasse anche l’usura):  a lui, tuttavia, va riconosciuto il grande merito di aver dipinto il primo bacio dell’arte italiana quello fra Gioacchino ed Anna raffigurato nella Cappella degli Scrovegni.

A testimoniare quanto eccelsa sia la sua fama nei secoli e nell’universo sta il fatto che a lui sia stato dedicato un Asteroide - il “7367Giotto” - e un cratere su Mercurio! 

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